PRESENTAZIONE
Da quando ho iniziato a presenziare alle varie manifestazione associative ho avuto modo di rilevare i differenti comportamenti nell'organizzazione e mi sono così convinto che la forma non è proprio il nostro forte.
Infatti noi Alpini siamo sempre armati di buona volontà e animati dal sacro fuoco del far bene ma, talvolta non ci accorgiamo che anche la forma ha sua importanza, soprattutto durante il compimento di atti solenni quali: l'Alzabandiera, gli Onori ai Caduti ecc..
In questi casi è opportuno che la preparazione di questi atti venga curata sin nei minimi particolari per evitare che la non perfetta esecuzione possa comprometterne l'elevato significato morale. È quindi opportuno che vengano regolamentati in modo tale che ci sia uniformità in ambito associativo.
Da questo è nata l'esigenza di raccogliere e disciplinare la materia perché, non dimentichiamocelo, siamo una Associazione d'Arma e l'uniformità di comportamento deve essere la regola.
Questa "libretta", termine prettamente militare, dal titolo: "Cerimoniale A.N.A." ha appunto lo scopo di disciplinare ed uniformare le modalità di esecuzione delle nostre manifestazioni associative.
Il Consiglio Direttivo Nazionale nella seduta del 15 febbraio 2003 ne ha approvato la pubblicazione che fa parte integrante del Regolamento Nazionale.
Mi auguro infine che venga accolta come un fattivo contributo per migliorare ancora di più il tono delle nostre manifestazioni per il costante buon esempio che siamo abituati a dare alla comunità e per la considerazione che la stessa nutre nei nostri confronti
Il Presidente Nazionale
Giuseppe Parazzini
PREMESSA
Lo scopo di questa "libretta" è di definire le modalità di esecuzione delle manifestazioni e cerimonie associative al fine di facilitare l'organizzazione e conferire la necessaria uniformità nei comportamenti.
RESPONSABILE DELLA CERIMONIA (CERIMONIERE)
Fermo restando che il responsabile primo di ogni cerimonia alpina è sempre il Presidente o il Capogruppo che programma la cerimonia è, ciò non di meno indispensabile che per qualsiasi manifestazione organizzata dall'Associazione Nazionale Alpini (nessuna esclusa) deve essere prevista la nomina di un Responsabile della Cerimonia (più propriamente Cerimoniere), cioè un responsabile del coordinamento di tutti gli aspetti e di tutte le fasi di: pianificazione, organizzazione ed esecuzione della cerimonia, il quale deve dirigere e coordinare eventuali responsabili di settore, che da lui dipendono.
Al fine di non essere distratto da altre incombenze, è opportuno che il Responsabile della Cerimonia non sia il Capogruppo o il Presidente di Sezione che, nell'ambito della manifestazione, ha altri ruoli ed incombenze.
CERIMONIA ALPINA
Ogni cerimonia alpina si compone di più fasi: pianificazione, organizzazione e svolgimento, può avere carattere nazionale o locale o assumere aspetti particolari. Saranno perciò esaminate nell'ordine:
- Pianificazione: definizione del tipo di cerimonia, luogo e data di svolgimento e risultato che si spera di ottenere.
- Organizzazione:
a. inviti;
b. allestimenti, addobbi e percorsi;
c. accordi, permessi e concorsi militari;
d. pubblicità e comunicazioni e servizio fotografico;
e. doni, corone, attestati, decorazioni;
f. servizio di sicurezza;
g. servizio d'ordine;
h. parcheggi, segnaletica, movieri;
i. servizio sanitario;
j. collegamenti;
k. speaker e scaletta degli interventi;
l. aspetti formali.
3. Atti della cerimonia o manifestazione:
a. alzabandiera;
b. accoglienza Autorità ed invitati di riguardo;
c. ammassamento;
d. durata;
e. ordine di sfilamento;
f. segnali d'onore, inni, marce;
g. S. Messa: in chiesa, all'aperto, preghiera dell'Alpino;
h. onori ai Caduti;
i. saluti e allocuzioni;
j. consegna premi e attestati;
k. onori finali;
l. deflusso Autorità;
m. pranzi, rinfreschi, ranci alpini.
4. Dopo la cerimonia:
a. ringraziamenti;
b. pulizia, riordino, archiviazione.
MANIFESTAZIONI A CARATTERE NAZIONALE:
a. adunata nazionale;
b. cerimonie commemorative locali definite a carattere nazionale.
MANIFESTAZIONI A CARATTERE LOCALE:
a. di raggruppamento;
b. raduni sezionali;
c. raduni di gruppo.
CERIMONIE PARTICOLARI:
a. esequie;
b. giuramenti;
c. inaugurazione di sedi;
d. scoprimento di monumento, cippo, targa;
e. consegna di nuovo Vessillo o Gagliardetto;
f. premiazioni e consegna di attestati.
PIANIFICAZIONE
La pianificazione di ogni manifestazione o cerimonia deve avvenire con un congrue anticipo segnalando al livello superiore data, luogo e modalità per consentire il necessario coordinamento e la programmazione degli altri impegni nonché tutte le azioni e richieste da inoltrare agli Enti interessati.
ORGANIZZAZIONE E PREPARATIVI
1. INVITI
Gli inviti devono essere normalmente:
o limitati alle Autorità civili, militari ed ecclesiastiche in ambito locale (l'elenco dovrà essere sempre aggiornato);
o essere inviati con adeguato anticipo (almeno 20 giorni);
o possibilmente, scritti o stampati, su carta da lettera o cartoncino intestati e contenere:
§ il programma particolareggiato, stampato sull'invito o al legato allo stesso;
§ l'indicazione della Sezione o Gruppo che organizza la manifestazione;
§ la località, data ed orario di afflusso;
§ l'autorità che pronuncerà l'allocuzione;
§ l'ubicazione dei parcheggi;
§ l'indicazione se "è gradita la presenza della gentile Signora";
§ l'indicazione se deve essere confermata la presenza "R.S.V.P." e quindi il recapito anche telefonico e fax;
§ evitare nel modo più assoluto di riportare sull'invito il "menu" dell'eventuale pranzo.
L'invito al Presidente Nazionale deve essere rivolto dal Presidente di Sezione e, qualora sia rivolto dal Capogruppo, deve contenere l'indicazione che il Presidente di Sezione è stato preventivamente avvertito onde evitare che ad una manifestazione di gruppo sia presente il Presidente Nazionale senza che il Presidente della Sezione ne sia a conoscenza.
Il Consigliere nazionale di riferimento dovrà essere sempre invitato e, qualora non sia presente il Presidente nazionale o uno dei Vicepresidenti nazionali, sarà lui a rappresentare il Presidente Nazionale.
2. ADDOBBI E ALLESTIMENTI DEI LUOGHI E PERCORSI
II luogo dove si svolge la cerimonia o, almeno la sua parte principale, nonché il percorso dell'eventuale sfilamento devono essere, possibilmente, decorati con bandiere tricolori esposte alle finestre e sugli edifici prospicienti. Si rammenta che la Bandiera nazionale è a bande verticali verde, bianco, rosso (il rosso è a destra di chi guarda) e solo così deve essere esposta (striscioni, orifiamma ecc.). Il percorso della sfilata dovrà essere scelto tenendo conto di alcuni accorgimenti meglio precisati nel capitolo "svolgimento della cerimonia o manifestazione" lettera "e" (ordine di sfilamento).
A. TRIBUNE
Devono essere di numero e dimensioni tali da poter consentire a tutte le Autorità e gli invitati che prevedibilmente saranno presenti di accedere agevolmente.
Il palco delle Autorità non deve essere assolutamente addobbato con la Bandiera Nazionale mentre potranno essere utilizzati nastri monocolore o coccarde tricolori.
La tribuna d'onore deve essere dotata anche di un ingresso posteriore per consentire a coloro che, per motivi diversi, dovessero accedere o lasciare la tribuna durante la cerimonia senza arrecare disturbo. Qualora non risulti conveniente approntare le tribune, lo spazio destinato alle Autorità o agli ospiti di riguardo, dovrà essere transennato o delimitato concorde da roccia (ben evidenziate), ecc.
B. PEDANE
Vengono normalmente collocate sul davanti ed ai lati della tribuna delle Autorità alle quali deve essere però garantita una perfetta visibilità e debbono essere adibite alla sistema
C. LEGGII
Devono essere di altezza tale da consentire un comodo e sicuro appoggio per i fogli del testo da leggere ed essere collegati con l'impianto di amplificazione (in caso di manifestazioni serali o notturne dovrà essere prevista anche un'adeguata illuminazione).
D. ADDOBBI
È assolutamente vietato utilizzare la Bandiera Nazionale per scopi puramente decorativi. Dovranno invece essere utilizzati festoni od orifiamma policromi o monocolore da sistemare in modo tale da decorare con sobrietà e, soprattutto, da nascondere eventuali punti o pareti che sia conveniente non esporre alla vista delle Autorità e degli invitati.
E. TRANSENNE
Devono essere sistemate in modo tale da non permettere al pubblico di invadere le aree della cerimonia che si vogliono mantenere sgombre.
I tratti aperti per l'accesso di Autorità, labari, vessilli, ecc, devono essere presidiati da apposito personale, possibilmente munito di segni di riconoscimento (cartellini, bracciali, uniformi particolari).
Ricordare che la transennatura sulla pubblica via è soggetta ad autorizzazione comunale.
3. ACCORDI E PERMESSI: CONCORSI MILITARI
L'ente preposto all'organizzazione della cerimonia deve ovviamente chiedere con congrue anticipo i permessi necessari alle Autorità civili locali.
Per richiedere invece gli eventuali concorsi militari (fanfare, cori, picchetti armati, materiali vari), secondo le direttive di cui alla circolare n. 30 del 5 aprile 2000, la richiesta deve essere inoltrata dalla Sezione, anche se la manifestazione è a livello di Gruppo, solo ed esclusivamente alla Sede Nazionale, che provvedere ad inoltrare la richiesta alle Autorità competenti.
4. PUBBLICITÀ E COMUNICAZIONI: SERVIZIO FOTOGRAFICO E COMUNICATI STAMPA
L'evento deve essere adeguatamente pubblicizzato, anche in relazione alla rilevanza della manifestazione tramite i giornali e le televisioni locali per conferirle il giusto risalto e dare la possibilità al maggior numero di persone di essere a conoscenza dell'evento. Se è stata prevista l'esposizione di locandine, queste devono essere esposte con congrue anticipo e devono essere in regola con le eventuali disposizioni fiscali sulle affissioni.
Per questa attività sarebbe opportuno che fosse nominato un "addetto stampa" che si occupi solo di questo aspetto della manifestazione.
Se è previsto un servizio fotografico della manifestazione questo deve essere svolto in modo tale da non intralciare le fasi della cerimonia e da evitare che gli operatori transitino o comunque sostino nelle vicinanze del Labaro Nazionale o della Bandiera di guerra se presente.
5. DONI, CORONE, ATTESTATI E DECORAZIONI
Tutti questi oggetti devono essere preparati con largo anticipo onde evitare sorprese dell'ultimo momento e custoditi in modo tale da essere immediatamente disponibili al momento della consegna.
I destinatari devono essere preavvertiti ed istruiti in ogni particolare sulle modalità della cerimonia di consegna.
Qualora sia previsto uno scambio di doni, crest, targhe ecc, con Autorità, Reparti o Rappresentanze, dovranno essere presi preventivi accordi per evitare di mettere in imbarazzo "a sorpresa" il ricevente.
6. SERVIZIO DI SICUREZZA
L'argomento riguarda la sicurezza del personale e dei punti sensibili e dei mezzi partecipanti alla cerimonia.
Particolare cura deve essere posta nel collegamento con gli organi preposti (Carabinieri e Polizia di Stato) al fine di impedire che malintenzionati possano confondersi con la massa e creare motivo di turbamento alla manifestazione stessa o arrecare danni.
7. SERVIZIO D'ORDINE
È preposto alla corretta esecuzione delle disposizioni impartite dal Responsabile della cerimonia.
8. PARCHEGGI, SEGNALETICA, MOVIERI
I parcheggi devono essere possibilmente ubicati in zone viciniori alla zona dell'ammassamento o del punto focale della manifestazione, devono essere opportunamente segnalati e custoditi da movieri che, avendo preventivamente organizzato l'area di parcheggio, indichino il luogo ove parcheggiare la vettura o eventuali bus.
Sarebbe inoltre opportuno che l'itinerario di accesso alla zona della manifestazione fosse adeguatamente segnalato, onde evitare inutili e affannose ricerche ai partecipanti.
9. SERVIZIO SANITARIO
Deve essere organizzato in funzione della manifestazione e quindi prevedere, se del caso, uno o più posti di medicazione, una o più ambulanze.
Nel caso che la cerimonia si svolga in località non accessibile ai mezzi sarebbe opportuno predisporre un collegamento con il servizio eliambulanze della località più vicina.
10. COLLEGAMENTI
Due tipi di collegamenti devono essere previsti: uno per l'amplificazione per gli speaker e gli oratori e un secondo per il personale di servizio (accertarsi della loro efficienza). Quest'ultimo deve collegare, come minimo, il Responsabile della cerimonia ed i responsabili dei settori (Capo del Servizio d'ordine, Dirigente servizio sanitario, Autorità di P.S., Comandante dello
schieramento, ecc).
11. SPEAKER, SCALETTA DEGLI INTERVENTI
La figura dello speaker deve essere prevista ogni qualvolta sia possibile e dovrà avere a disposizione un valido sistema d'amplificazione.
Il suo compito consiste nell'illustrare al pubblico ed alle Autorità i momenti della cerimonia, pertanto dovrà essere munito del dettagliato programma della cerimonia dal quale ricaverà una scaletta degli avvenimenti e sulla quale dovrà adeguatamente prepararsi, in modo tale da tenere sempre desta l'attenzione del pubblico, evitando i tempi morti e le sempre pericolose improvvisazioni.
Dovrà però evitare eccessi di retorica ricercando quella moderazione e semplicità da sempre caratteristica degli Alpini.
12. ASPETTI FORMALI
Ogni manifestazione dell'Associazione Nazionale Alpini deve sempre essere contraddistinta dalla modestia e frugalità propria dell’ alpino, ma anche da quella dignità che l’Associazione si è conquistata nel tempo, pertanto anche gli aspetti formali rivestono la loro importanza; perché se è vero che l'abito non fa il monaco, è altrettanto vero che contribuisce a farlo; quindi coloro che nella manifestazione hanno il compito di rappresentare l'Associazione, hanno il dovere di vestire in maniera adeguata alla solennità dell'occasione.
Pertanto i Presidenti (Nazionale e di Sezione) i componenti del Consiglio Direttivo Nazionale il Collegio dei Revisori dei Conti ed i componenti della Sede Nazionale sono tenuti ad indossare un abito scuro (giacca e cravatta).
I Capigruppo, a seconda dell'occasione, potranno indossare la tenuta del Gruppo, qualora sia stata adottata.
Il Cappello Alpino dovrà essere calzato durante la cerimonia, ad eccezione di quanto riportato nel capitolo relativo alla Santa Messa.
ATTI DELLA CERIMONIA O MANIFESTAZIONE
1. ALZABANDIERA
Normalmente ogni cerimonia ha inizio con l'Alzabandiera.
Trattandosi questo di un atto di alto significato morale ed etico poiché il Tricolore rappresenta la nostra Patria, per la quale tanti Alpini hanno dato la vita, la sua esecuzione dovrà avvenire in modo austero ma significativo.
Dopo aver individuato il luogo, nel quale dovrà esserci, ovviamente, il pennone apposito, il Responsabile della cerimonia dovrà effettuare preventivamente una ricognizione per verificare dove collocare: la fanfara (se disponibile) il Picchetto armato (se disponibile) e le Autorità nonché il pubblico; occorre poi reperire la Bandiera e posizionarla preventivamente sul pennone e legarla agli appositi ganci;
Infine, si dovrà individuare l'Alpino che sarà incaricato di effettuare l'alzabandiera ed addestrarlo sulle operazioni che dovrà eseguire.
All'inizio della cerimonia il Responsabile della cerimonia darà il comando "Alzabandiera",
- la fanfara (o la tromba) eseguirà i TRÉ squilli d'attenti seguiti (se presente la fanfara) dall'Inno Nazionale;
- solo dopo i TRÉ squilli e alle prime note dell'Inno Nazionale (se presente la fanfara), l'addetto alla Bandiera darà inizio al movimento di innalzamento, coordinandolo con la musica in modo tale da completare l'operazione in coincidenza con il termine dell'Inno Nazionale;
- alle prime note dell'Inno Nazionale TUTTI i presenti dovranno salutare militarmente ad eccezione: degli eventuali militari alle armi inquadrati, degli Alfieri e delle scorte mentre TUTTI indistintamente dovranno accompagnare la musica con il canto. (vedi testo in appendice), mentre gli amici o aggregati dovranno assumere la posizione di "attenti" e togliere il copricapo eventualmente portato. Si rammenta che l'equivalente del saluto militare per chi è a capo scoperto, è la mano destra portata all'altezza del cuore.
Altrettanto importante è la cerimonia dell'ammainabandiera in quanto segna l'atto conclusivo della cerimonia o manifestazione e deve essere eseguita con le stesse prescrizioni illustrate per l'alzabandiera.
2. ACCOGLIENZA AUTORITÀ ED INVITATI DI RIGUARDO
La massima Autorità viene, di norma, accolta dalla più alta carica dell'A.N.A. presente, ovvero dal Presidente di Sezione se la manifestazione è a livello sezionale o congiuntamente dal Capogruppo e dal Presidente della Sezione se la manifestazione è di gruppo.
Per tutte le altre Autorità dovrà essere istituito un servizio di accompagnamento che farà capo al Responsabile della cerimonia.
Il Responsabile della cerimonia o persona da lui delegata, dovrà inoltre rendere, preliminarmente, edotte le Autorità sugli eventuali spostamenti da eseguire (onori ai caduti, palco per allocuzioni, ecc.).
Se sono state approntate tribune o palchi dovrà essere nominato un coordinatore che indichi alle Autorità ed agli altri invitati il posto di competenza.
Al termine della cerimonia gli accompagnatori dovranno indicare alle Autorità ed agli invitati il luogo dell'eventuale rinfresco e/o pranzo oppure riaccompagnare gli ospiti ai loro automezzi.
3. AMMASSAMENTO
Qualora sia previsto l'ammassamento, questo dovrà essere previsto in una zona di facile accessibilità e le conseguenti operazioni dovranno essere temporalmente contenute specie se il tempo atmosferico non sia il più propizio (freddo intenso, caldo eccessivo, pioggia battente), onde evitare una prolungata permanenza non giustificata.
4. DURATA
La durata massima di una manifestazione che comprenda:
- alzabandiera;
- deposizione corona e/o inaugurazione monumento;
- allocuzioni;
- Santa Messa;
non dovrebbe superare complessivamente gli 80-90 minuti.
5. ORDINE DI SFILAMENTO
II percorso non dovrebbe superare i 1500 - 1800 metri, essere preferibilmente in piano o in leggera discesa, consentire lo sfilamento, almeno per 8 - 9 e, nel caso in cui si preveda una grossa affluenza di pubblico, è bene che sia transennato, soprattutto in corrispondenza della zona in cui è stata eretta la tribuna d'onore.
La composizione dello sfilamento, per uniformità delle manifestazioni dell'Associazione Nazionale Alpini, deve essere improntata ai seguenti criteri:
- fanfara;
- Gonfalone del Comune ospitante (eventuale);
- Gonfaloni dei Comuni, Provincia e Regione (eventuali);
- Vessilli e Labari di Associazioni NON alpine (quando presenti);
- Autorità civili e Rappresentanze Militari;
- Corona (eventuale);
- Labaro, (se presente) scortato dal Consiglio Direttivo Nazionale. Qualora non sia presente, il Consigliere nazionale di riferimento ed eventualmente gli altri Consiglieri naziona li presenti prenderanno posto con le Autorità e rappresentanze militari;
- Vessillo della Sezione organizzatrice della cerimonia scortato dal Presidente e dal C.D.S;
- Vessilli delle altre Sezioni scortati dal rispettivo Presidente o da un suo delegato;
- Gagliardetti;
- 2° fanfara (eventuale);
- Alpini, in unico blocco.
Tra i pezzi musicali che la fanfara esegue durante la sfilata è assolutamente vietato eseguire sia l'Inno nazionale e che "la leggenda del Piave" in quanto essi trovano la loro corretta esecuzione rispettivamente: nella cerimonia dell'alzabandiera e nella cerimonia degli "onori ai Caduti".
6. SEGNALI D'ONORE, INNI, MARCE
Nella descrizione dei singoli atti verranno specificati le musiche appropriate.
7. SANTA MESSA IN CHIESA, ALL'APERTO, PREGHIERA DELL'ALPINO
La funzione religiosa può essere celebrata in chiesa o all'aperto.
- SANTE MESSA CELEBRATA IN CHIESA:
- all'inizio la tromba suona uno squillo d'attenti, i Vessilli ed i Gagliardetti assumono la posizione di saluto, dopo qual che secondo la tromba esegue il segnale di riposo ed i Vessilli e i Gagliardetti ritornano sulla posizione di riposo;
- all'elevazione la tromba esegue gli stessi segnali dell'inizio ed altrettanto faranno i Vessilli ed i Gagliardetti, ed il coro se presente potrà eseguire alcune "cante" concordate con il celebrante
- al termine della comunione dei fedeli, prima della liturgia di chiusura, dovrà essere letta la Preghiera dell'Alpino nella versione allegata alla presente "libretta", preceduta da uno squillo d'attenti da parte della tromba e, al termine, dal segnale di riposo.
Si rammenta che la versione allegata è valida solo per le manifestazioni organizzate dall'Associazione Nazionale Alpini.
Durante la funzione religiosa dovranno tenere il cappello alpino in testa solo ed esclusivamente il personale di servizio (coro, trombettiere, alfieri, lettore della Preghiera dell'alpino, personale del servizio d'ordine e, qualora previsto, il personale che serve messa o affianca o porta il feretro durante le esequie funebri) TUTTI gli altri presenti devono togliere il cappello alpino all'ingresso in chiesa.
Si rammenta che anche il personale di servizio al momento in cui riceve l'Eucaristia deve comunque togliersi il Cappello alpino.
Il cappello dovrà essere indossato da TUTTI i presenti solo per la lettura della Preghiera dell'alpino.
B. SANTE MESSA CELEBRATA ALL'APERTO:
tutti gli atti previsti per la Santa Messa in chiesa sono validi anche per la funzione all'aperto, ad eccezione del fatto che rimanendo solitamente in piedi, TUTTI terranno il Cappello Alpino in testa.
E. DISPOSIZIONI COMUNI:
quando sia presente il Labaro, questo dovrà posizionarsi, preferibilmente, con la sua scorta alla sinistra dell'altare (a destra per chi guarda l'altare), in posizione possibilmente elevata rispetto alla posizione del Vessilli e dei Gagliardetti, che saranno posizionati, preferibilmente, sullo stesso lato, mentre a destra dell'altare (a sinistra per chi guarda l'altare) prenderanno posto, se presente, il coro e la tromba, nonché gli eventuali Gonfaloni presenti ed i Labari delle Associazioni non alpine.
Gli alfieri e le scorte dovranno rimanere in piedi per tutta la durata della funzione religiosa e sono esentati dall'eseguire il "segno della croce", quando previsto.
8. ONORI AI CADUTI
Per conferire all'atto la solennità e il rispetto dovuto a coloro che hanno pagato con il bene della vita l'attaccamento ai nostri ideali, questo dovrà essere eseguito con austera cerimonia.
L'atto si estrinseca solitamente con la deposizione di una corona d'alloro al monumento o cippo che li ricorda. Si rammenta che dovrà essere approntata la corona e dovranno essere scelti i due portacorona (di statura e abbigliamento omogenee) tra gli Alpini del Gruppo o della Sezione che organizza la cerimonia e che gli stessi siano stati opportunamente addestrati al compito assegnato (prendere in consegna la corona, effettuare una ricognizione del percorso, posizione di partenza, luogo della deposizione, ecc.).
La cerimonia ha solitamente inizio con lo schieramento del Reparto militare, se presente e degli altri partecipanti.
Il Comandante del picchetto armato o il Responsabile della cerimonia da:
- l'attenti e ad alta voce dice "Onore ai Caduti";
- la fanfara o il trombettiere esegue tré squilli d'attenti, seguiti da "La leggenda del Piave" (se presente la fanfara);
- subito dopo (o solo alle prime note de "la leggenda del Piave", se eseguita), i Portacorona iniziano il movimento con passo lento e sincrono verso il monumento o cippo;
- le Autorità che accompagnano la Corona devono essere in numero limitato e, comunque, non possono mancare: il più alto Rappresentante dell'A.N.A. (Presidente Nazionale o suo rappresentante (Vicepresidente nazionale o Consigliere nazionale di riferimento, Presidente di Sezione qualora non siano presenti i Rappresentanti nazionali), la più alta Autorità militare presente, il Sindaco (o suo rappresentante) della località ove si svolge la cerimonia e la più alta Autorità civile presente (Prefetto, Questore, Ministri, Parlamentari ecc.);
- sul luogo della deposizione i portacorona adageranno la Corona e si disporranno ai lati della stessa, rivolgendosi verso le Autorità assumendo la posizione di attenti e così resteranno senza salutare;
- l'Autorità più alta (trattandosi di cerimonia dell'A.N.A. si identifica nel Rappresentante dell'Associazione) avanzerà sino a toccare con la mano la Corona e poi retrocederà sino a mettersi in riga con le altre Autorità;
- la fanfara, che sino a quel momento ha continuato a suonare "la leggenda del Piave", cesserà e dopo qualche istante la tromba solista intonerà il "silenzio" (sempre e solo quello d'ordinanza);
- TUTTI i presenti, le Autorità che hanno scortato la Corona e gli Alpini, dovranno salutare con la mano al cappello. Solo gli Alpini inquadrati in Reparto, nonché gli Alfieri del Labaro, dei Vessilli e dei Gagliardetti e le loro scorte e, naturalmente anche i portacorona, sono esentati dal saluto individuale;
- al termine del "silenzio" la tromba darà il segnale di "riposo" e le Autorità riprenderanno il posto di competenza mentre i portacorona rimarranno sul posto per qualche minuto sino a quando si sarà sciolto l'assembramento dei presenti.
Si ribadisce che tra la fine de "la leggenda del Piave" e l'inizio del "silenzio" non devono essere eseguiti altri segnali ("riposo" e successivo "attenti").
9. SALUTI ED ALLOCUZIONI
Di norma le allocuzioni devono precedere la celebrazione della S. Messa e non dovrebbero superare come massimo i 5 minuti per ciascun oratore anche in relazione al numero degli interventi. La successione degli stessi dovrà avvenire in ordine inverso al rango e all'importanza degli oratori ed iniziano sempre con il saluto del rappresentante dell'Ente organizzatore (Capogruppo o Presidente di Sezione) che provvederà poi a presentare gli oratori.
L'ultimo a prendere la parola dovrà essere tassativamente la più alta carica dell'Associazione presente (Presidente Nazionale o chi lo rappresenta, Vicepresidente nazionale o Consigliere Nazionale di riferimento, Presidente di Sezione) ad eccezione del caso in cui sia presente una figura istituzionale (Ministro, Sottosegretario di Stato) che sarà così l'ultima a prendere la parola.
10. CONSEGNA DI PREMI O ATTESTATI
La consegna di premi o di attestati sarebbe da evitare durante le cerimonie all'aperto per non appesantire il programma e soprattutto per non dilatare troppo i tempi.
Questa attività è opportuno che sia inserita nelle riunioni conviviali a carattere locale, mentre nelle cerimonie alpine si proceda solo all'eventuale scambio di ricordini (crest, targhe, guidoncini, oggetti caratteristici, ecc).
11. ONORI INIZIALI E FINALI AL LABARO DELL'ASSOCIAZIONE
Qualora sia presente il Labaro devono essergli resi gli onori di competenza:
- tré squilli d'attenti seguiti dall'Inno degli Alpini (trentatre)
- alle prime note del "trentatre" il Labaro accompagnato dalla sua scorta inizia il movimento per assumere o, per lasciare, il luogo della cerimonia e la musica continua sino a quando il Labaro non abbia assunto la posizione assegnata o, al termine della cerimonia non sia più visibile dal luogo della stessa.
12. DEFLUSSO DELLE AUTORITÀ
Deve essere organizzato con la stessa cura riservata alle altre fasi della cerimonia.
Il personale accompagnatore, coadiuvato dall'annuncio dello speaker, guiderà le Autorità e gli ospiti al luogo ove si svolge ranno le attività successive (rinfresco, pranzo, cena, visite a mostre, esibizioni di cori o fanfare, ecc), curerà che gli spazi a loro destinati non vengano occupati da altri presenti che non hanno titolo.
Il Presidente di Sezione e/o il Capogruppo che hanno organizzato la manifestazione saluteranno alla partenza le personalità più importanti intervenute.
13. RINFRESCHI, PRANZI E RANCI ALPINI
Devono essere organizzati con parsimonia che, oltre tutto, è segno di buon gusto e di stile.
Nei pranzi con posti a tavola è opportuno che vengano riservati dei tavoli alle Autorità ed agli invitati di riguardo, collocati, possibilmente, in posizione centrale ed opportunamente identificati con cartellini segnaposto.
DOPO LA CERIMONIA
a. Notizie e resoconti
L'addetto stampa della manifestazione, qualora sia stato nominato, provvedere ad informare gli organi di stampa fornendo anche l'elenco completo delle Autorità intervenute che avrà accuratamente predisposto senza tralasciare nessuno ed eventualmente una sintesi delle loro allocuzioni nonché del materiale fotografico e/o video che dovesse essere eventualmente disponibile.
b. Pulizia, riordino e archiviazione
Lasciare il luogo della manifestazione più pulito ed in ordine di come lo si è trovato costituisce un punto d'onore irrinunciabile per tutta l'Associazione Nazionale Alpini.
Pulizia e riordino pertanto devono essere preorganizzati ed eseguiti il più rapidamente possibile e con la più scrupolosa attenzione onde ridurre al minimo il disturbo alla comunità locale.
Altrettanta cura dovrà essere posta alla archiviazione dei documenti di tutta l'organizzazione e completati da un resoconto sintetico delle eventuali manchevolezze e/o disguidi occorsi al fine di farne tesoro per le prossime manifestazioni.
e. Ringraziamenti
Anche per i ringraziamenti si dovrà porre particolare attenzione onde non dimenticare nessuno di coloro che hanno contribuito comunque al buon esito della manifestazione.
CERIMONIE PARTICOLARI
ESEQUIE
I simboli dell'Associazione Nazionale Alpini (Labaro, Vessillo, Gagliardetto) intervengono alle celebrazioni funebri solo in casi determinati e NON devono essere abbrunati.
Il Labaro interviene SOLO per il funerale del Presidente Nazionale in carica o di chi ha ricoperto tale carica.
Il Vessillo interviene solo nei casi in cui il Consiglio Direttivo di Sezione ne abbia autorizzato la presenza, altrettanto per i Gagliardetti.
È implicito che i simboli che rappresentano gli organi dell'Associazione intervengono solo alle esequie di Soci, e sempre che la famiglia dell'estinto sia consenziente, mentre per gli Alpini NON soci non dovrebbero essere presenti i simboli dell'Associazione ma viene comunque lasciata la facoltà alle realtà locali di presenziare a meno con i simboli associativi.
È invece obbligatorio per tutti gli alpini che partecipano alla cerimonia funebre portare il Cappello Alpino.
In chiesa valgono le stesse norme della Santa Messa alle quali si rimanda; (compresa la lettura della Preghiera dell'Alpino nella versione riportata in appendice).
Durante il trasporto del feretro a spalla, i portatori devono tenere il Cappello Alpino in testa.
Se durante la cerimonia funebre i portatori (o altri) formano un picchetto d'onore ai lati del feretro, questi devono tenere il cappello alpino in testa e dovranno rimanere in piedi per tutta la durata della cerimonia e sono inoltre esentati dall'effettuare il "segno della croce".
GIURAMENTI
Trattandosi di cerimonie organizzate dall'Autorità militari l'A.N.A. si deve attenere alle disposizioni emanate dalla stessa.
I giuramenti possono essere:
- interni;
- esterni.
Sono giuramenti interni quelli che si svolgono nell'ambito delle strutture militari e sono organizzati dai Comandi Militari.
L'A.N.A. interviene, se invitata, come ospite e deve, pertanto, comportarsi di conseguenza.
Nei giuramenti esterni, detti solenni, l'A.N.A. può, con le note modalità, (ovvero richiesta della Sezione alla Sede Nazionale) proporre una o più sedi di svolgimento e, qualora concesso, potrà, in collaborazione con il Comando Militare, concorrere alla organizzazione.
Solo in occasione di questi ultimi potrà essere richiesta la presenza del Labaro dovrà essere autorizzata dal Consiglio Direttivo Nazionale.
INAUGURAZIONI DI SEDI
Questa attività viene normalmente inserita in una manifestazione di più ampia portata che di solito comprende una sfilata, la celebrazione della Santa Messa, ecc.
La Sede da inaugurare dovrà essere preparata con l'ingresso alla stessa aperto ed un nastro tricolore a sbarrarne l'accesso.
La più Alta Autorità (dell'A.N.A. o meno) dopo la Benedizione impartita dal Sacerdote presente provvederà a tagliare il nastro inaugurando ufficialmente l'opera.
Anche per questa attività occorre che il Respon-sabile della cerimonia abbia predisposto una scaletta e che si sia preparato il materiale occorrente (nastro tricolore, forbici, ecc).
SCOPRIMENTO DI MONUMENTO O CIPPO, TARGA
Anche questo atto è normalmente inserito in una più complessa manifestazione della cui scaletta deve avere la parte che merita.
Anche in questo caso il Responsabile della cerimonia deve preventivamente far preparare il monumento o cippo o targa coperto da un drappo, possibilmente "Tricolore".
Il drappo che ricopre l'opera deve essere posizionato in modo tale che l'Autorità, preposta allo scoprimento, possa farlo scivolare senza intoppi.
Dopo lo scoprimento il Sacerdote presente provvederà alla benedizione.
- Lo scoprimento di un monumento o di un cippo NON prevede alcun taglio di nastro.
- Una Sede, una strada, ecc. si INAUGURA, con taglio di nastro.
- Un monumento, un cippo, una targa si scopre togliendo il drappo (tricolore o meno) che la ricopre.
CONSEGNA DI UN NUOVO VESSILLO O GAGLIARDETTO
Durante la sfilata il simbolo viene portato arrotolato e prima del la celebrazione della Santa Messa verrà spiegato e tenuto nelle mani della "madrina, il Sacerdote provvedere alla Benedizione dello stesso e passerà poi nelle mani del Presidente Sezionale che lo porgerà al Capogruppo e da questi all'Alfiere, per il gagliardetto del Gruppo.
Il Vessillo di Sezione dovrà passare dalle mani del Presidente Nazionale o da chi lo rappresenta al Presidente di Sezione e da questi all'Alfiere della Sezione.
PREMIAZIONI DI GARE O CONCORSI E CONSEGNA DI ATTESTATI
Qualora si ravvisi la necessità di organizzare una cerimonia specifica per l'attività di cui sopra, questa dovrà rispecchiare le direttive della presente "libretta" tenendo presente che sarà opportuno conferire alla stessa un adeguato risalto che rispecchi le nostre tradizioni e che contribuisca a dare una visibilità concreta della nostra Associazione.
INNO NAZIONALE
Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta;
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
le porga la chioma;
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a corte,
siam pronti alla morte.
L'Italia chiamò.
Noi siam da secoli
calpesti e derisi,
perché non siam popolo
perché siam divisi.
Raccoltaci un'unica
bandiera, una speme;
di fonderci insieme
già l'ora sonò.
Stringiamoci a corte,
siam pronti alta morte.
L'Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci!
L'unione e l'amore
rivelano ai popoli le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio;
uniti per Dio, chi vincer ci può?
Strìngiamoci a corte,
siam pronti alla morte.
L'Italie chiamò.
TRENTATRE’
Dai fidi tetti del villaggio
I baldi Alpini son partiti;
mostran la forza ed il coraggio
della lor salda gioventù.
Sono dell'Alpe e bei cadetti,
nella robusta giovinezza,
dai loro baldi e forti petti
spira un'indomita fierezza.
Oh, valore alpin
difendi sempre la frontiera!
E là sul confin
Tien sempre alta la bandiera.
Sentinella all'erta
per il suoi nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.
Là tra le selve ed i burroni
là tra le nebbie fredde e il gelo,
piantan con forza i lor picconi
ed il cammin sembra più lieve.
Risplenda il sole o scenda l'ora
che reca In del l'oscurità,
il bravo Alpin vigila ognora
pronto a lanciare il "Chi va là?"
Oh, valore alpin
difendi sempre la frontiera!
SE là sul confiti
Tien sempre alta la bandiera.
Sentinella all'erta
per lì suoi nostro Italiano,
dove amorsoFridei
e più benigno ii'padia ilsol.
PREGHIERA DELL’ALPINO
Su /e nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza
ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
contrade, noi, purificati dal dovere
pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Tè, o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani, e
ci aiuti ad essere degni delle glorie
dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti tè nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
la nostra millenaria civiltà cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida più delta neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto
ogni sofferenza e ogni sacrifìcio
di tutti gli Alpini caduti,
tu che conosci e raccogli ogni anelito
e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi ed in armi.
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
e ai nostri Gruppi.
Così sia,
REGOLAMENTO PER LA ESECUZIONE DELLO STATUTO (ed. 2004)
approvato dal CDN il 18/09/2004
EMBLEMI
Art. 1 - Il Labaro dell'Associazione interviene esclusivamente:
a) alle adunate nazionali dell'Associazione;
b) alle manifestazioni nelle quali si celebrano le gesta del Corpo e/o dei singoli reparti, e la cui particolare importanza
sia stata riconosciuta dal Consiglio Direttivo Nazionale;
c) alle manifestazioni militari e civili a carattere nazionale, alle quali l'Associazione partecipi ufficialmente per
deliberazione del Consiglio Direttivo Nazionale.
È escluso l'intervento del Labaro a onoranze individuali tranne nel caso di funerali del Capo dello Stato, dei Presidenti
Nazionali dell'Associazione e delle Medaglie d'Oro al Valore, di cui all'art. 3, a/2.
Le manifestazioni di cui alla lettera b) devono essere segnalate per iscritto dalle sezioni alla sede nazionale di regola
almeno due mesi prima della data per essere fissata.
L'intervento del Labaro alle manifestazioni deve essere deliberato di volta in volta dal Consiglio Direttivo Nazionale
ad eccezione dei casi d'urgenza, nei quali la deliberazione può essere presa dal Presidente Nazionale.
Art. 2 - Il Consiglio Direttivo Nazionale designa l'alfiere ufficiale del Labaro, scegliendo, di preferenza, fra i soci
decorati al valore.
In qualsiasi manifestazione il Labaro e la sua scorta d'onore hanno la precedenza sui Vessilli delle sezioni, sui
Gagliardetti dei gruppi e sulle formazioni dell'Associazione.
La scorta del Labaro è costituita dal Presidente Nazionale, dai Vice Presidenti Nazionali e dai componenti del C.D.N.,
dai decorati dell'Ordine Militare d'Italia e di Savoia e di Medaglia d'Oro al Valore.
Quando tale formazione non sia possibile, il Labaro deve essere accompagnato dal Presidente o da un Vice Presidente
Nazionale e almeno da due consiglieri nazionali.
E' dovere morale di tutte le sezioni appartenenti al raggruppamento di cui al successivo art. 17, intervenire con il
proprio vessillo alle manifestazioni che si svolgono nel territorio del raggruppamento ed alle quali interviene il Labaro.
E' dovere morale di tutte le sezioni intervenire con il proprio vessillo alle manifestazioni nazionali quando si svolgano
in forma solenne.
È dovere dei soci dell'Associazione salutare il Labaro.
Art. 3 -
a) Sono apposti sul Labaro nell'ordine di concessione:
1) i fac-simili delle M.O. al Valore concesse ai reparti alpini;
2) i fac-simili delle M.O. al Valore concesse ad Alpini, Caduti o viventi, mentre prestavano servizio in reparti
alpini;
3) i fac-simili dello M.O. al Valore concesse all'Associazione e ad Alpini soci dell'Associazione, Caduti o viventi
per atti di valore da loro compiuti nell'espletamento di attività associativa;
4) i fac-simili delle onorificenze concesse all'Associazione Nazionale Alpini di cui il Consiglio Direttivo
Nazionale delibera di volta in volta l'apposizione per il loro alto significato sociale.
b) Sono invece collocati in apposito Medagliere presso la sede nazionale dell'Associazione:
1) i fac-simili delle M.O. al Valore concesse ad Alpini, Caduti o viventi, mentre prestavano servizio presso reparti
non alpini;
2) i fac-simili delle M.O. al Valore concesse ad Alpini, soci dell'Associazione, Caduti o viventi, per atti di valore
da loro compiuti nell'espletamento di attività non associativa.
Art. 4 - I Vessilli delle sezioni e i Gagliardetti dei gruppi possono intervenire a tutte le manifestazioni cui partecipino
ufficialmente le sezioni e i gruppi, escluse in modo assoluto quelle che non siano conformi agli scopi, al carattere ed
allo spirito dell'Associazione.
È fatto obbligo alle sezioni ed ai gruppi di avere cura che i Vessilli e i Gagliardetti siano portati in pubblico con dignità
e che siano scortati da due componenti dell'Associazione.
I Vessilli e i Gagliardetti devono essere rigorosamente conformi ai modelli statutari.
Art. 5 - Sul Vessillo di ogni sezione possono essere apposti soltanto i fac-simili delle Medaglie d'Oro, di cui alla
lettera a) del precedente art. 3, concesse ad Alpini, il cui luogo di nascita, risultante dalla motivazione, sia ubicato nella
circoscrizione della sezione stessa.
Eventuali deroghe alla norma di cui sopra devono essere autorizzate dal C.D.N.. Saranno inoltre apposti i fac-simili di
cui alla lettera a/4 del precedente art. 3, a seguito di apposita delibera del C.D.N..
Presso la sede nazionale è conservato, aggiornato, un elenco delle Medaglie d'Oro con l'indicazione delle sezioni che
possono fregiare i propri Vessilli dei relativi fac-simili. Le sezioni pertanto, devono attenersi scrupolosamente alle
disposizioni in merito emanate dal C.D.N..
NORME RELATIVE AI SOCI
Art. 6 - Per essere ammessi a far parte dell'Associazione, gli aspiranti devono presentare domanda scritta al Consiglio
Direttivo Sezionale, sul modulo appositamente disposto, corredandolo dei documenti idonei a comprovare il possesso
dei requisiti previsto dall'art. 4 dello Statuto, e di quant'altro richiesto dal regolamento sezionale. La domanda deve
essere firmata, oltre che dall'aspirante, da due soci presentatori che facciano parte dell'Associazione da almeno sei
mesi. Il C.D.S., sentito il parere della Giunta di Scrutinio, decide sull'accettazione o meno della domanda. In caso di
non accettazione, il Presidente della sezione ne dà comunicazione all'interessato in forma riservata. Il modulo e la
documentazione suddetti possono essere sostituiti dalla domanda redatta nella forma di autocertificazione su modulo
"tipo" predisposto dalla sede nazionale.
L'eventuale ricorso al C.D.N. di cui all'ultimo comma dell'art. 5 dello Statuto, deve pervenire alla segreteria della
sede nazionale entro trenta giorni dalla comunicazione della decisione del C.D.S..
Art. 7 - Gli alpini in armi, che chiedono di far parte dell'Associazione, vi verranno iscritti gratuitamente per il primo
anno, fermo restando il disposto di cui all'art. 4 dello Statuto.
Le domande di ammissione a socio degli Alpini di cui al comma precedente, controfirmate dal Comandante del reparto
a cui appartengono, devono essere inviate alla sede nazionale direttamente dall'Alpino richiedente oppure per il
tramite della sezione A.N.A. a cui l'Alpino si è rivolto. Alla ricezione della domanda, la sede nazionale provvederà
alla spedizione del giornale «L'Alpino».
Tutti gli alpini alle armi sono considerati graditi ospiti presso le sedi di sezione o di gruppo dell'Associazione.
Art. 8 - Gli amici degli alpini, che le sezioni ritengono di riconoscere tali, su proposta dei gruppi interessati, non
hanno qualifica di socio ordinario.
Essi vengono iscritti in un apposito albo nazionale quali soci aggregati.
In particolare è escluso che essi possano avere la tessera sociale ordinaria dell'A.N.A., portare il cappello alpino e
fregiarsi del distintivo sociale ordinario.
La loro attività è limitata all'ambito della sezione: qualunque loro iniziativa deve essere preventivamente approvata dal
C.D.S..
La sezione, ove il rapporto di fiducia, amicizia e collaborazione dovesse venire meno, può revocare l'iscrizione del
socio aggregato in qualsiasi momento e senza particolari formalità, con semplice decisione del Consiglio Direttivo
Sezionale.
TESSERAMENTO
Art. 9 - Ad ogni socio viene rilasciata, per il tramite della sezione, la tessera dell'Associazione fornita dalla sede
nazionale.
Il pagamento della quota sociale annuale è comprovato dall'applicazione sulla tessera del bollino emesso ogni anno
dalla sede nazionale.
Sulla tessera dei soci Fondatori e dei soci Vitalizi è apposta dalla sede nazionale una stampigliatura indicante la loro
speciale qualifica.
Il tesseramento, pur avendo effetto dal 1° gennaio di ogni anno, ha inizio dal 1° novembre dell'anno precedente e si
chiude il 1° ottobre dell'anno corrente. L'ultima segnalazione dei soci che hanno regolarmente pagato la quota sociale
e gli importi ancora dovuti, devono pervenire, alla sede nazionale entro il 15 ottobre.
All'atto dell'invio alla sede nazionale dei documenti comprovanti il rinnovo della quota sociale e l'iscrizione dei nuovi
soci, le sezioni devono anche inoltrare i relativi importi.
Oltre all'importo dei bollini che rappresenta la quota sociale, le sezioni e i gruppi possono riscuotere dai propri soci e
trattenere, le quote supplementari eventualmente stabilite dalle loro Assemblee ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 39
dello Statuto.
CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE
Art. 10 - Il C.D.N., organo direttivo collegiale, delibera su tutti gli affari associativi che non siano per legge o per
Statuto riservati all'Assemblea Nazionale dei Delegati; convoca l'Assemblea Nazionale dei Delegati, esamina la
relazione morale e finanziaria e il bilancio e ne autorizza la presentazione all'Assemblea Nazionale dei Delegati.
Nella prima riunione successiva all'Assemblea Nazionale dei Delegati, dopo aver provveduto alle nomine previste
dall'art. 17 dello Statuto, il C.D.N.:
a) designa, su proposta del Presidente Nazionale, il Vice Presidente Nazionale di cui all'art. 19 dello Statuto;
b) determina i poteri delegati al Comitato di Presidenza;
c) nomina il Direttore Generale dell'Associazione;
d) nomina il Segretario Nazionale dell'Associazione e ne fissa i compiti;
e) nomina il delegato in Roma di cui all'art. 35 dello Statuto, con i compiti di cui al successivo art. 37;
f) nomina le commissioni ed i relativi componenti fissandone i compiti.
Le riunioni del C.D.N. sono presiedute dal Presidente Nazionale o, in caso di sua assenza od impedimento, dal Vice
Presidente Nazionale di cui all'art. 19 dello Statuto o, in subordine, dal vice presidente più anziano d'età. In caso di
parità di voti, prevale il voto di chi presiede la riunione.
Il Direttore Generale:
- provvede all'attuazione dei deliberati del Presidente Nazionale, del Comitato di Presidenza e del C.D.N.;
- coordina l'attività tutta dell'Associazione a livello nazionale e ne assicura la continuità nel quadro delle decisioni
del Presidente Nazionale, del Comitato di Presidenza e del C.D.N.
All'uopo e nei detti limiti e per le dette finalità il Direttore Generale è preposto agli uffici tutti della sede nazionale, li
organizza, è il Capo del Personale dipendente che egli per l'A.N.A. assume nel rispetto della normativa vigente e
previa delibera del Comitato di Presidenza ed è munito d'ogni relativa facoltà di amministrazione ordinaria.
Il Direttore Generale è responsabile del suo operato nei confronti del C.D.N. e partecipa senza diritto di voto alle
sedute ed ai lavori del C.D.N. e del Comitato di Presidenza e collabora con il Presidente Nazionale.
Art. 11- Per gli adempimenti di cui all'art. 16 dello Statuto, i consiglieri nazionali devono esercitare una funzione di
collegamento e coordinamento con le sezioni.
A tale scopo il C.D.N. determina ogni anno le sezioni presso le quali i consiglieri nazionali debbono esplicare tali
adempimenti.
Essi sono tenuti a presenziare all'Assemblea Nazionale dei Delegati e, a loro discrezione, a quelle delle sezioni di loro
competenza.
Art. 12 - Il Consigliere eletto in sostituzione di altro venuto a mancare per qualsiasi motivo nel corso del mandato
assume, ai sensi del terzultimo comma dell'art. 16 dello Statuto, l'anzianità del Consigliere sostituito con decorrenza
dall'ultima elezione dello stesso.
ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI
Art. 13 - Ogni qualvolta venga convocata l'Assemblea Nazionale dei Delegati, la sede nazionale provvederà ad
inviare in tempo utile a ogni sezione tante speciali tessere quanti sono i Delegati che ogni sezione ha diritto di far
partecipare all'Assemblea ai sensi dell'art. 14 dello Statuto.
Tali tessere devono essere firmate dal presidente sezionale e completate, a di lui cura e sotto sua responsabilità, con la
indicazione del nome e cognome di ciascun Delegato e dell'eventuale suo rappresentante (ai sensi dell'ultimo
capoverso del precitato art. 14).
Nessun Delegato può partecipare all'Assemblea se non munito della tessera di cui sopra.
I Delegati delle sezioni all'estero, per quanto concerne le "Elezioni" di cui all'art. 15, lettera f) dello Statuto, possono
esercitare il loro diritto di voto, anche per posta, secondo la procedura regolata da specifiche norme a cura della sede
nazionale.
Le schede di votazione, in busta chiusa e sigillata dalla sezione interessata, devono pervenire alla sede nazionale
almeno 24 ore prima dell'ora indicata per la prima convocazione dell'Assemblea.
Unicamente per quanto concerne l'argomento "Elezioni" [art. 15 lettera f) dello Statuto] nel calcolo della maggioranza
per la validità delle delibere, occorre aggiungere al numero dei Delegati presenti e rappresentati anche il numero delle
schede di votazione dei Delegati delle sezioni all'estero pervenute per posta.
Art. 14 - La verifica dei poteri dell'Assemblea è affidata dal C.D.N. ad una commissione composta dal Segretario
Nazionale dell'Associazione, da un componente della Commissione Legale e da un terzo membro da loro designato.
Essa, decidendo a maggioranza semplice, all'atto della costituzione dell'Assemblea Nazionale dei Delegati, provvede
alla verifica ed al controllo di legittimità delle tessere di ammissione per la valida costituzione dell'Assemblea e riferisce
al Presidente Nazionale in carica o a chi ne fa le veci.
CANDIDATURE ALLE CARICHE DIRETTIVE NAZIONALI
Art. 15 - I soci rivestiti di cariche elettive di competenza dell'Assemblea Nazionale dei Delegati, se rieleggibili,
devono comunicare alla sede nazionale a mezzo lettera raccomandata, spedita almeno 120 giorni prima della data
fissata per l'Assemblea Nazionale dei Delegati, la eventuale rinuncia alla facoltà di essere rieletti.
I candidati alle cariche associative non possono essere nominati scrutatori.
Art. 16 - La sede nazionale, non appena ricevute le comunicazioni di cui all'art. 15 e comunque 100 giorni prima della
data fissata per l'Assemblea dei Delegati, trasmette a tutte le sezioni:
- i nominativi dei soci che decadono da cariche elettive di competenza dell'Assemblea Nazionale dei Delegati, non
rieleggibili;
- i nominativi dei soci rieleggibili;
- i nominativi dei soci rinunciatari.
Art. 17 - Le sezioni aventi sede nel territorio della Repubblica, anche agli effetti di cui al presente articolo e dei
successivi 18 - 19 - 20, sono costituite in raggruppamenti formati da:
a) sezioni del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta (1° raggruppamento);
b) sezioni della Lombardia ed Emilia-Romagna (2° raggruppamento);
c) sezioni del Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto (3° raggruppamento);
d) sezioni della Toscana, Marche, Lazio, Umbria, Campania, Abruzzi, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e
Sardegna (4° raggruppamento).
Le sezioni aventi sede all'estero possono presentare autonomamente candidature.
Alle riunioni dei raggruppamenti partecipano i consiglieri nazionali di competenza.
Art. 18 - I Presidenti delle sezioni di ogni raggruppamento, previa consultazione dei propri C.D.S., redigono
congiuntamente l'elenco dei soci che il raggruppamento presenta per la candidatura alle cariche elettive nazionali,
anche scegliendoli tra Alpini appartenenti ad altri raggruppamenti.
L'elenco, sottoscritto da tutti i presidenti di sezione del raggruppamento o da un rappresentante del raggruppamento
ufficialmente delegato, deve pervenire alla sede nazionale, con lettera raccomandata, almeno 60 giorni prima della data
fissata per l'Assembla Nazionale dei Delegati. Di ogni candidato devono essere indicati: cognome e nome, anno di
nascita, residenza, sezione e raggruppamento di appartenenza, attività e cariche associative ricoperte.
Art, 19- I nominativi dei candidati devono essere segnalati, partitamente per la candidatura di ogni singola carica
elettiva nazionale, nel numero massimo, per ciascun raggruppamento, di:
- 1 socio per la candidatura alla carica di Presidente Nazionale;
- un numero di soci pari ai posti vacanti per la carica di Consigliere Nazionale;
- un numero di soci pari ai posti vacanti per la carica di Revisore dei Conti effettivo;
- 1 socio per la candidatura alla carica di Revisore dei Conti supplente.
Di ogni candidato occorre allegare la dichiarazione di accettazione della candidatura e copia dello stato di servizio o
foglio matricolare o documentazione equipollente.
Art. 20 - La sede nazionale, ricevuto in tempo utile dai singoli raggruppamenti l'elenco dei candidati per ciascuna
delle cariche elettive nazionali, provvede a compilare le rispettive liste contenenti tutti i nominativi dei candidati in
ordine alfabetico, segnando a lato di ciascuno di essi il o i raggruppamenti che lo hanno presentato.
I presidenti delle sezioni di ogni raggruppamento, oltre a presentare le candidature alle cariche elettive nazionali,
possono:
- segnalare al C.D.N. la località ritenuta idonea quale sede per l'adunata nazionale dei soci;
- segnalare al C.D.N., per la relativa autorizzazione, le manifestazioni intersezionali nell'ambito dello stesso
raggruppamento;
- proporre gli argomenti da trattare nelle riunioni dei presidenti di sezione che il C.D.N. ritiene di indire.
Art. 21 - L'Assemblea Nazionale dei Delegati, liberamente e sovranamente scegliendo anche tra altri soci non in lista,
elegge, come da Statuto, a maggioranza assoluta (50% + 1 dei delegati in carica), il Presidente Nazionale, indi, a
maggioranza relativa, i consiglieri nazionali e i Revisori dei Conti.
Per la elezione alla carica di Presidente Nazionale, nel caso in cui in sede di seconda votazione nessun candidato
raggiunga la maggioranza prescritta, l'Assemblea procede immediatamente, prima delle elezioni alle altre cariche
associative, al ballottaggio fra i due candidati che hanno conseguito il maggior numero di voti ed elegge, a
maggioranza relativa, il Presidente Nazionale.
Sono eletti consiglieri nazionali, nel numero annualmente previsto, i candidati che hanno ottenuto il maggior numero
di voti. In caso di parità di voti risulta eletto il candidato più giovane di età.
I ventiquattro consiglieri nazionali sono comunque cosi ripartiti fra i raggruppamenti:
- 6 presentati dal raggruppamento n° 1;
- 7 presentati dal raggruppamento n° 2;
- 9 presentati dal raggruppamento n° 3;
- 2 presentati dal raggruppamento n° 4.
Ogni anno, entro i 3 mesi seguenti alla chiusura del tesseramento, il Comitato di Presidenza e la Commissione Legale
riuniti, provvedono all'eventuale modificazione nella ripartizione di cui sopra, quando sia accertata una variazione del
numero dei soci in un raggruppamento, non inferiore a 10.000 soci in più o in meno.
Competono comunque sempre almeno 2 Consiglieri a ciascun raggruppamento.
Art. 22 - Il Consigliere Nazionale non rappresenta né gruppi, né sezioni singole o comunque raggruppate. Egli
concorre personalmente in seno al C.D.N. alla conduzione dell'Associazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo
di mandato.
SEZIONI E GRUPPI
Art. 23 - La circoscrizione sezionale, di cui all'art. 20 dello Statuto, - circoscrizione che non può essere modificata
senza l'autorizzazione del C.D.N. - è di norma il poligono territoriale il cui perimetro collega e racchiude tutti i
comuni sede di gruppo A.N.A. dipendenti dalla stessa sezione. Ogni qualvolta che una sezione costituisce un nuovo
gruppo, deve comunicare alla sede nazionale i seguenti dati: numero di codice del nuovo gruppo, denominazione
ufficiale del gruppo, forza del gruppo all'atto della costituzione, data di costituzione, recapito del gruppo.
Il presidente della sezione è tenuto inoltre a dichiarare che l'autorizzazione alla costituzione del gruppo è stata data in
conformità a quanto disposto dall'art. 27 dello Statuto con particolare riferimento al 3° comma dello stesso art. 27.
ASSEMBLEE SEZIONALI
Art. 24 - Le sezioni che intendono avvalersi della facoltà concessa dall'art. 32 dello Statuto (Assemblea a mezzo
delegati) devono necessariamente avere tutti i soci inquadrati nei gruppi dipendenti (art.5 dello Statuto).
Le assemblee sezionali sono valide in prima convocazione qualora il numero dei partecipanti, presenti o per delega,
rappresenti almeno la metà degli aventi diritto che siano in regola con il pagamento della quota sociale alla chiusura
del tesseramento dell'anno precedente; in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei presenti o rappresentati.
L'assemblea delibera, salvo i casi previsti dai regolamenti sezionali, a maggioranza relativa; qualora però il numero
dei partecipanti presenti o per delega sia inferiore al 20% degli aventi diritto, qualsiasi delibera deve essere presa a
maggioranza dei 2/3 dei votanti. Le richieste di convocazione delle assemblee sezionali, di cui al 2° e 3° comma
dell'art. 31 dello Statuto, devono essere fatte a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
I candidati alle cariche associative non possono essere nominati scrutatori.
Art. 25 - Le sezioni all'estero, previa specifica autorizzazione del C.D.N., possono stabilire nel proprio regolamento
interno determinate norme conseguenti alla loro locale e particolare situazione purché non in contrasto con lo Statuto.
Art. 26 - La relazione morale e finanziaria, approvata dall'Assemblea sezionale da inviare al C.D.N., secondo quanto
previsto dall'art. 25 dello Statuto, deve essere corredata dal verbale dell'assemblea stessa.
MANIFESTAZIONI SEZIONALI
Art. 27 - Ogni manifestazione, che trascenda l'ambito sezionale per assumere carattere intersezionale, deve essere
autorizzata dal Consiglio Direttivo Nazionale.
Le sezioni debbono pertanto comunicare alla sede nazionale, con un preavviso di almeno tre mesi, il programma delle
manifestazioni suddette con precise indicazioni di tempo e di luogo affinché il C.D.N. possa provvedere al loro
coordinamento.
I gruppi per qualsiasi manifestazione devono avere la preventiva approvazione della sezione da cui dipendono.
Ai presidenti di sezione ed ai capigruppo incombe l'obbligo di vigilare affinché:
- nelle manifestazioni di qualsiasi genere, il cappello alpino sia portato con dignità e decoro;
- nessun socio faccia uso di decorazioni, gradi o distintivi cui non ha diritto;
- tutti gli oratori che intervengono a manifestazioni dell'Associazione diano sicuro affidamento di attenersi a quanto
disposto dall'art. 2 dello Statuto.
Gli atti e le manifestazioni delle singole sezioni si svolgono sotto la responsabilità dei Presidenti e dei Consigli
sezionali interessati.
GIORNALE SOCIALE
Art. 28 - Articoli, relazioni, notizie varie, per essere pubblicati nel numero in corso di compilazione, debbono
pervenire alla direzione del giornale entro i termini fissati dalla direzione stessa.
Eccezione fatta per avvenimenti di un certo rilievo (per i quali necessita inviare relazione particolareggiata possibilmente
accompagnata da fotografie), le cronache e le notizie varie debbono essere il più possibile succinte.
Art. 29 - Alla direzione del giornale è riservato il giudizio circa l'opportunità della pubblicazione o meno degli
articoli. I manoscritti non vengono restituiti.
Art. 30 - È compito del C.D.N. stabilire quali eventuali oblazioni debbano essere effettuate a favore del giornale, per
la pubblicazione di notizie personali che, comunque, sono riservate ai soci.
Art. 31 - Il giornale viene inviato ai soci entro il mese successivo del tesseramento o del rinnovo della quota sociale.
La spedizione del giornale sociale a tutti i soci in regola con il pagamento della quota sociale relativa ad un
determinato anno, verrà continuata per tutto il primo trimestre dell'anno successivo.
Art. 32 - Ogni anno, subito dopo la chiusura del tesseramento, la sede nazionale provvederà ad inviare o rendere
disponibili alle sezioni i repertori generali dei soci.
La procedura per la gestione e l'aggiornamento dell'archivio sociale è regolata da specifiche norme da parte della sede
nazionale.
Art. 33 - Tutte le variazioni interessanti i soci (cambio di sezione o di gruppo, di residenza, correzione di eventuali
errori etc.) e tutte le richieste di abbonamenti devono essere segnalate dalle sezioni alla sede nazionale a mezzo dei
supporti prescritti.
Le richieste di abbonamenti non avranno corso se non accompagnate dai relativi importi, salvo diversa disposizione
del Comitato di direzione del giornale.
PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI
Art. 34 - Tutti i provvedimenti presi, tanto ai sensi dell'art. 36 quanto ai sensi dell'art. 37 dello Statuto, devono essere
comunicati agli interessati a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Di tali provvedimenti non può essere fatta menzione nei giornali sezionali se non dopo che i provvedimenti stessi
siano diventati definitivi.
Art. 35 - L'associato che rivesta una carica di gruppo, sezionale o nazionale, se sottoposto a procedimento
disciplinare, in caso di particolare e sufficientemente provata gravità della contestazione, può essere preliminarmente
sospeso dalla carica stessa e sino alla conclusione della procedura con provvedimento dell'Organo preposto per il
giudizio disciplinare di 1° grado (art. 37 bis dello Statuto).
Tale provvedimento può essere oggetto di reclamo avanti il competente Organo disciplinare di 2° grado entro il
termine perentorio di 30 gg. dal ricevimento della relativa comunicazione (art. 37 bis dello Statuto).
Tale procedura d'urgenza fa salvo, in entrambi i gradi di giudizio, il principio del contraddittorio.
Art. 36 - L'appello contro i provvedimenti disciplinari deve essere proposto entro il termine perentorio di 30 giorni dal
ricevimento della comunicazione di cui all'art. 34 del Regolamento.
DELEGAZIONE IN ROMA
Art. 37 - Il Delegato in Roma, di cui all'art. 35 dello Statuto, dipende direttamente dalla Presidenza nazionale e dal
C.D.N..
È compito del Delegato:
a) trasmettere alla sede nazionale le eventuali comunicazioni o richieste che gli dovessero pervenire da organi
estranei all'Associazione;
b) svolgere le pratiche di carattere individuale che gli pervengono per il tramite delle sezioni. Qualora l'esito di tali
pratiche venga comunicato direttamente alla sezione che ne ha fatto richiesta, questa dovrà informare il Delegato;
c) svolgere gli incarichi volta a volta affidatigli dalla Presidenza nazionale o dal C.D.N..
Art. 38 - Le sezioni non possono, per alcuna ragione interessare le Autorità e gli Uffici Governativi Centrali o la
Delegazione, per richieste e/o questioni di carattere associativo, per le quali devono rivolgersi esclusivamente alla sede
nazionale.
COLLEGIO ARBITRALE
Art. 39 - Per la costituzione del Collegio Arbitrale di cui all'art. 45 dello Statuto e per l'instaurazione del relativo
procedimento, la parte ricorrente deve, a mezzo lettera raccomandata con R.R. inviata alla controparte e al C.D.N.,
esporre ed illustrare le proprie ragioni, nominare il proprio arbitro e comunicare la di lui accettazione espressa per
iscritto in calce al ricorso.
Nei 30 giorni successivi al ricevimento della comunicazione di cui sopra, la parte resistente deve, con propria
memoria, inviata per iscritto, con raccomandata R.R. al ricorrente ed al C.D.N., esporre ed illustrare le proprie ragioni,
nominare il proprio arbitro che avrà cura di esprimere la propria accettazione in calce alla memoria.
Nella prima seduta successiva all'adempimento di quanto sopra, il C.D.N. nomina il terzo arbitro, Presidente del
Collegio.
Esso Presidente convocherà immediatamente il Collegio che dovrà decidere a maggioranza, comunicare e trasmettere
alle parti il lodo che sarà depositato presso il C.D.N. nel termine di 90 giorni dalla costituzione del Collegio, salvo
proroghe concesse dalle parti.
Sul Labaro, simbolo dell'Associazione, che sfila in testa al corteo, sono appuntate 216 Medaglie d'Oro cos� suddivise:
209 Medaglie d'Oro al V.M. di cui 16 a reparti e 193 individuali, conferite ad alpini inquadrati nei reparti alpini;
4 al Valor Civile;
1 al Merito Civile;
1 medaglia d'Oro C.R.I. (2003);
1 Benemerenza di 1^ classe della Protezione civile (2010).
Esiste inoltre il medagliere dell'Associazione (che non sfila all'adunata) che si fregia di 115 Medaglie d'Oro al V.M. conferite ad alpini non inquadrati in reparti alpini.
All'A.N.A. sono state conferite anche una medaglia d'Argento al Merito Civile per quanto fatto in Italia e all'estero dall'ospedale da campo e una di Bronzo al Merito Civile per gli interventi della nostra Protezione civile in Armenia e in Valtellina sconvolta da una alluvione.
COMITATO DI PRESIDENZA NAZIONALE
Presidente nazionale: Sebastiano Favero
Vice presidente vicario: Adriano Crugnola
Vice presidenti: Renato Zorio, Nino Geronazzo
Tesoriere: Gianbattista Stoppani
Segretario del C.D.N.: Angelo Pandolfo
CONSIGLIERI NAZIONALI
